lunedì 23 aprile 2018

The song of April: A sky full of stars


Questo mese Margherita ha scelto una canzone dei Coldplay di qualche anno fa. 
Come sempre si parte dall'ascolto e dalla visione del video


Lettura del testo e traduzione 
The song of April
A SKY FULL OF STARS
‘Cause you’re a sky, ‘cause you’re a sky full of stars
I’m gonna give you my heart
‘Cause you’re a sky, ‘cause you’re a sky full of stars
‘Cause you light up the path
I don’t care, go on and tear me apart
I don’t care if you do, ooh
‘Cause in a sky, ‘cause in a sky full of stars
I think I saw you
‘Cause you’re a sky, ‘cause you’re a sky full of stars
I wanna die in your arms
‘Cause you get lighter the more it gets dark
I’m gonna give you my heart
I don’t care, go on and tear me apart
I don’t care if you do, ooh
‘Cause in a sky, ‘cause in a sky full of stars
I think I see you
I think I see you
You’re a sky, you’re a sky full of stars
Such a heavenly view
You’re such a heavenly view
      

Abbiamo poi letto alcune informazioni sul brano, tratte da Wikipedia.en.

"A Sky Full of Stars" is a song by the British rock band Coldplay. It was released in 2014 as the third single from their sixth album, Ghost Stories (2014). The band co-wrote and co-produced the song with Avicii.
It was recorded at The Bakery and The Beehive in North London, England.
Upon its release, "A Sky Full of Stars" garnered mostly positive reviews from music critics and charted inside the top 10 in over 16 countries such as Australia, Canada, Ireland, Japan, Mexico, New Zealand, the United Kingdom and United States. A music video for the song was directed by Mat Whitecross and was released on 19 June 2014. The single peaked at number one in Italy, Israel, Luxembourg, Portugal, Lebanon, and the Walloon region of Belgium. It also topped the Billboard Hot Dance Club Songs chart. It was nominated for Best Pop Duo/Group Performance at the 57th Grammy Awards.

"A Sky Full of Stars" was met with positive reception upon its release. Carl Williott of Idolator gave the track a positive review, stating: "Quite honestly it sounds more like a Zedd or Avicii offering than a Coldplay one, and it's certainly the loudest and most joyful cut we've heard from the album so far". Melinda Newman of HitFix had similar thoughts, calling the song "the most commercial and dance-y track so far" from the album. Chris De Ville of Stereogum gave "A Sky Full of Stars" an overwhelmingly positive comment, stating that the song is "the most energetic and classically Coldplay song we've heard from the album so far". 
Chris Martins of Spin magazine also commented relatively positively, writing that "The big-tent EDM offering is pretty satisfying in all of the ways that those things are".
Consequence of Sound's wrote the song "starts off as a heartfelt piano ballad before flourishes of pounding electronics take over the chorus" and noted that it "falls in line with the synth-heavy soundscapes of 'Midnight', but with more danceable flavor." 
However, a negative review came from Carolyn Menyes of Music Times who criticized the song for "lack[ing] a personality or heart, something that the best Coldplay songs are chock full of".
Within 24 hours of its iTunes release, the track had sold 121.690 units worldwide, peaking at number one in 86 countries on the iTunes Store Charts. As of July 2014, the song reached the Top 10 of nearly every country it charted in, including the bands' homeland country, the United Kingdom. 

The song also became their first number-one single on the Billboard Hot Rock Songs chart.

Margherita ha poi illustrato il titolo e giocato con Lyricstrainig.

venerdì 20 aprile 2018

I libri di Mariangela e Margherita: Io speriamo che me la cavo

Oggi Mariangela e Margherita e "parlano" del celeberrimo libro del maestro Marcello d'Orta, di cui hanno poi letto anche i seguiti e visto il film di Paolo Villaggio. 


IO SPERIAMO CHE ME LA CAVO

DATI EDITORIALI
Titolo: Io speriamo che me la cavo
Autore: Marcello D’Orta (maestro elementare)
Citazione:Io speriamo che me la cavo!
Casa Editrice: Mondadori
Numero di pagine: 142
GENERE DEL LIBRO
Raccolta di temi.
LUOGHI DELLA STORIA
Italia, Campania, Napoli e dintorni.

PERSONAGGI PRINCIPALI
Maestro D’Orta, alunni della sua classe attraverso gli anni.


Mariangela
TRAMA
Questo libro è una raccolta di temi di bambini napoletani.
Un maestro di elementari ha raccolto sessanta temi dei suoi alunni, creando il libro di cui vi sto parlando.
I temi sono stati lasciati  con una forma sgrammaticata apposta per evidenziare l’ignoranza di questi bambini.
Questo libro è divertente, ma anche triste.
Infatti leggendolo si scoprono delle bruttissime situazioni del Meridione.

COMMENTO PERSONALE
Questo libro mi è piaciuto.
L’ho trovato divertente, però all’interno c’è la presenza di parolacce.

Margherita
SINOSSI
Il libro, uscito nel 1990, è composto da sessanta temi di bambini napoletani che frequentano le elementari.
Gli scritti trattano degli argomenti più disparati: la famiglia, l’amore, la sessualità, la vita di tutti i giorni, la casa, la religione, le vacanze estive, la storia, la geografia, programmi e sceneggiati televisivi, gli amici, l’Italia, l’Europa, la pace, la guerra, ricorrenze particolari come Natale o Pasqua.
Da tutti i temi, scritti con l’innocenza semplice e l’ignoranza genuina dei bambini, trapela la descrizione di un mondo ancora arretrato, un mondo di tradizioni, dialetto e, purtroppo, ancora d’ignoranza, un mondo che attraverso gli occhi puri e ingenui dei bambini è descritto con esilarante veridicità e insieme toccante delicatezza.
Attraverso le descrizioni prive di affettazioni e di abbellimenti di chi la realtà partenopea la vive tutti i giorni e la racconta così com’è nella sua interezza più completa, si entra in un mondo difficile, seppure descritto dai bambini quasi con affetto, fatto di case dai cui tetti entra l’acqua, di famiglie pressoché analfabete che faticano a seguire i figli, di una disoccupazione che porta ad adattarsi alle mansioni più umili per di avere il pane, ma anche un modo di serenità ancestrale, di piccole cose, di passeggiate al sole, di bagni nell’acqua calda del mare, di tante risate con gli amici, di scherzi e giochi.
Una Napoli giocosa e allegra e una Napoli tetra, quasi decadente: due facce della stessa medaglia, i poli opposti di una stessa realtà.
Con spiazzante realismo, tanti errori grammaticali (riportati fedelmente dal maestro per non togliere nulla della realtà di quei temi) e una delicatezza esilarante seppure grottesca, la quotidianità dei bambini diventa protagonista di un libro che ti fa ridere fino alle lacrime, oppure, all’incontrario, piangere fino a ridere.

COMMENTO PERSONALE
Questo libro mi è piaciuto molto.
L’ho iniziato dubbiosa, pensando che non sarebbe stato altro che l’ennesima pagliacciata ridicola.
Mi sono dovuta completamente ricredere.
E’ un libro all’apparenza “leggero”, una classica “lettura-da-ombrellone”, eppure, fra quelle righe sghembe e sgrammaticate, si trova una realtà talmente cruda da spiazzare.
E’ un libro umoristico, che fa ridere di cuore e al contempo riflettere.
Mi ha fatto pensare molto alla condizione sociale che tutt’ora occupano molte persone, specialmente, ma non soltanto, nel Sud del nostro Paese.
Mi è piaciuto molto, perché ha stimolato in me riflessioni che non mi sarei mai aspettata che un libro del genere potesse suscitarmi.

Con questo post partecipiamo al  "Venerdì del libro" di "HomeMadeMamma".
e

lunedì 16 aprile 2018

Festa a tema: Margherite

Lo scorso 7 aprile Margherita ha compiuto 13 anni.
Il giorno stesso abbiamo festeggiato a casa nostra con una festa senza troppi fronzoli o effetti speciali (ormai Margherita è grande!) ma curata, con tante margheritine e toni tra il rosa pastello ed il verdino. 
Avevamo fustellato tantissime margherite di gomma crepla, sia semplice che glitterata, che abbiamo usato come decorazioni in diversi modi.

Molte di esse, realizzate in fronte-retro, sono state appese lungo il soffitto della sala tramite un nastrino verde, che simulava il gambo del fiore (seppure a testa in giù).

Altre margherite sono andate a decorare 6 grandi cartelloni rosa e verdini, su cui avevo - a sorpresa, per la festeggiata - preparato, stampato ed affisso diversi fogli di auguri personalizzati ... 



Altre margherite ancora sono state sparse in qua e in là per la nostra tavola, anch'essa allestita sui ton del rosa e del verdino.

Tovagliolini


Naturalmente, anche il rinfresco conteneva tante margherite!

SANDWICHES con margherite-toppers

TRAMEZZINI-MARGHERITE

PANINI DOLCI con margherite-toppers

Focaccia/pizza bianca

BISCOTTI-MARGHERITE con confettura d'albicocche

CUPCAKES con MARGHERITE E FOGLIOLINE DI PASTA I ZUCCHERO



CHEESE-CAKE con margheritona in pdz

Crostata di frutta
<<
La festeggiata con le sorelle, con i fratelli e con la migliore amica.
 

venerdì 13 aprile 2018

I libri di Margherita: La cattedrale del mare


LA CATTEDRALE DEL MARE

DATI EDITORIALI
Titolo: La cattedrale del mare
Autore: Ildefonso Falcones
Casa Editrice: Longanesi
Numero di pagine: 642
GENERE DEL LIBRO
Romanzo storico, romanzo.

LUOGHI DELLA STORIA
Spagna, campagna, contado, casa di Bernat Estanyol, campi, bosco, Barcellona, quartiere della Ribera, spiaggia, mare, vari quartieri e vie della città, chiesa in costruzione di Santa Maria del Mar, percorso dei bastaixos, casa della famiglia Puig, casa di Pere e Mariona, chiesa, convento, barche, bottega di Grau Puig, cespugli che costeggiano il sentiero, varie piazze di Barcellona, casupola in cui è rinchiusa la mamma di Joanet, prigioni reali, edificio in cui presenzia la Santa Inquisizione, ghetto di Barcellona, casa di Hasdai Crecas, quartiere dei banchieri, banca di Arnau, casa di Ramòn, casa di Arnau e Maria, strade dietro all’esercito, bordello, paese sconosciuto in cui predica fra’ Joanet in nome della Santa Inquisizione, casa della famiglia Segura, casa di Arnau con Sahat e Mar e altri luoghi minori.

TEMPO DELLA STORIA
Da quasi un anno prima della nascita di Arnau fino alla sua anzianità.
La storia inizia nel 1320 e finisce nel 1367.

PERSONAGGI PRINCIPALI
Arnau Estanyol, la Cattedrale di Santa Maria del Mar, Francesca, Bernat Estanyol, Joanet detto Joan, Aledis Segura, Maria, Margarida Puig, Sahat convertito in Guillem, Mar, bastaixos amici di Arnau, Ramòn, signore di Navercles, Grau Puig, Isabela Puig, Berenguer di Montagut, Guiamon Puig, Josep Puig, Genìs Puig, Elionor, Hasdai, Raquel, Jucef, Saùl, Pere, Mariona, Alesta, madre e padre di Aledis e Alesta, Pau, prete, venditori nelle piazze, esecutori della Santa Inquisizione, carcerati, impiccati in piazza, prostitute, Eulàlia, popolo, folla, barone crudele, Bernat junior e altri personaggi minori.

TRAMA
Catalogna, 1320.
Bernat Estanyol è un umile contadino servo della gleba che lavora le terre dategli in enfiteusi dal suo padrone, il signore di Navarcles.
Si sposa con la giovane Francesca e dal loro matrimonio nasce il piccolo Arnau.
Stanco e disgustato dalle prepotenze dei nobili sui più poveri, però, Bernat scappa con il piccolo Arnau, abbandonando Francesca.
Con il rischio di essere catturato e ucciso, Bernat corre verso l’agognata libertà, verso la città di Barcellona, nella quale, se riuscirà a passarvi un anno e un giorno senza essere catturato, verrà sciolto dall’obbligo di vassallaggio e diventerà libero.
A Barcellona, Bernat chiede rifugio alla famiglia Puig, la famiglia di sua sorella Guiamona.
Viene accolto e comincia a lavorare con Grau Puig come vasaio, mentre Arnau fa compagnia ai figli di Guiamona, Guiamon, Margarida, Josep e Genìs.
Margarida, però, istigata dai genitori, odia Arnau talmente tanto da arrivare a dargli la colpa della morte del fratellino Genìs.
Passato l’anno e un giorno, Bernat e Arnau sono liberi, ma la famiglia Puig li umilia e li opprime e, in nome della libertà duramente conquistata, Bernat abbandona i Puig per affittare una stanzetta dai buoni e anziani Pere e Mariona.
Nel frattempo Arnau conosce Joanet detto Joan, un bambino un po’ più piccolo di lui che viene adottato da lui e dal padre, dato che ha perso la madre in tragiche circostanze.
Girovagando per la città, i due bambini scoprono la costruzione dell’imponente e magica Cattedrale di Santa Maria del Mar, la cosiddetta “chiesa del popolo” perché finanziata e costruita interamente dalla povera gente.
Arnau viene molto colpito dai bastaixos, umili uomini che trasportano sulle spalle i pesantissimi massi con cui è costruita la chiesa.
In seguito a tragici accadimenti, Bernat ...
Rimasto solo con il fratello adottivo, sconvolto dalla morte del padre, Arnau ha ormai 14 anni e decide di trovarsi un lavoro: per il suo coraggio e la sua determinazione viene accolto nella confraternita dei bastaixos, gente umile, onesta e generosa, che oltre al duro lavoro abituale si mette al servizio della Santa Vergine e del popolo.
Fra la fame, le ferite, le piaghe, la solitudine, il coraggio e l’amicizia, Arnau guadagna il pane per sé e per Joanet, che da ragazzo diventa frate.
Intanto, nella casupola di Pere e Mariona vive in affitto la famiglia Segura, che ha due figlie: Aledis, dell’età di Arnau, e Alesta, un po’ più piccola.
Arnau ben presto si innamora della bella, sensuale e sfuggente Aledis.
Alla fine, però, la fanciulla è costretta a sposarsi contro la sua volontà e i due giovanissimi innamorati si perdono di vista.
Passano gli anni.                 
I due sono cresciuti.
Anche Arnau si è sposato, con la dolce e fedele Maria.
Rincontrandosi, però, l’antica passione fra Aledis e Arnau divampa…
Fra tormenti, passioni, paure, dubbi e mille intrighi, cosa ne sarà di Arnau?

E se, per caso, un pezzo della sua vita dimenticato da tempo riemergesse?
Perché la vita è imprevedibile, e Bernat aveva nascosto al figlio molte cose….

COMMENTO PERSONALE
Questo libro mi è piaciuto veramente molto.
Inizialmente è un po’ forte, però poi la storia è davvero coinvolgente e affascinante.
I personaggi sono credibili e umani, con i loro vizi e le loro virtù, le loro luci e le loro ombre, e le vicende sono ben intrecciate fra loro, creando una trama bellissima che ti fa rimanere con il fiato sospeso.
L’ambientazione storica medioevale è creata alla perfezione, tutto sembra credibile, è scritto così bene che sembra di essere a Barcellona con Arnau e di percorrerne le vie con lui e Joan.
La costruzione di Santa Maria del Mar fa da sfondo eppure è protagonista, perché l’intera vita di Arnau ruota intorno ad essa.
I bastaixos, umili lavoratori, sono caratterizzati benissimo e si prova grande empatia per loro.
Non mi è piaciuto molto il personaggio di Aledis, troppo selvatica e passionale, mentre mi sono sentita molto in sintonia con Bernat.
E’ un libro proprio ben scritto, e leggerò anche il seguito, “Gli eredi della terra”.



Con questo post partecipo al  "Venerdì del libro" di "HomeMadeMamma".

mercoledì 11 aprile 2018

Gita a Jesolo - Mostra Egitto

Per concludere il  nostro studio sugli Egizi, ho pensato di portare Giovanni - e quindi tutta la famiglia - alla mostra "Egizi - Dei, faraoni, uomini" attualmente allestita a Jesolo. Ne avevamo sentito parlare molto, è davvero un evento tanto pubblicizzato e pensavo potesse costituire una bella esperienza.
Così è stato: complice l'attesa di parecchio tempo - causa vari impegni e vicissitudini familiari - i bambini sono partiti davvero carichi di aspettative e hanno visitato la mostra con enorme entusiasmo. Giovanni era davvero "dentro" la storia, ha osservato tutto con grandissima attenzione e concentrazione, felice di immergersi tra reperti, proiezioni, frammenti di grandiosità che in gran parte conosceva; Tommaso, a cui io non ho comunque direttamente insegnato nulla sugli Egizi, ma che ha assorbito tutto dal fratellone, si illuminava letteralmente ad ogni sala e si esaltava di fronte a ciò che era in mostra.
Anche l'audioguida ha permesso una partecipazione attiva alla mostra da parte di tutti, in particolare Camilla, aiutandola a mantenere viva l'attenzione e la concentrazione. Per Margherita e Mariangela ogni museo è sempre una gioia.
Il giudizio complessivo, però, quello che ci è rimasto dopo questa visita, non è stato, alla fine, particolarmente positivo: a nostro parere, infatti, le tante ricostruzioni - sicuramente ben fatte, d'effetto ed accurate - hanno finito col soffocare i reperti originali. La pressochè totale mancanza d papiri, poi, è stato per noi un punto particolarmente negativo.
Vi mostro le foto della nostra giornata, dalla mostra ad uno splendido pomeriggio passato in spiaggia, in una meravigliosa giornata di fine marzo.  















Eccoci nella splendida spiaggia dorata di Jesolo!


Ora, lascio la parola a Camilla e Giovanni, che il giorno dopo hanno scritto un tema sula nostra gita

CAMILLA 
Ieri siamo andati al museo egizio di Jesolo.
Siamo entrati insieme a una scuola.
Il museo era grande e bello.
Ci hanno dato l’audioguida, che e’ una specie di telefono per ascoltare le cose che dicevano.
C’erano molte cose vere degli Egizi  ma anche molte ricostruzioni.
Mi e’ piaciuto vedere gli dei e ascoltare la spiegazione.
Dopo la mostra siamo andati in spiaggia.
E’ stata una giornata molto bella.


GIOVANNI
Ieri io e la mia famiglia siamo andati in gita alla mostra degli Egizi a Jesolo.
Lo aspettavo da un sacco, quasi due mesi, e finalmente cii siamo andati.
Il viaggio è durato molto, ma n'è valsa la pena: quando siamo arrivati c'era una grande insegna con scritto: "EGITTO. DEI; FARAONI; UOMINI" e poi una grande immagine di Tutankhamon.
Quando siamo entrati c'era una classe con cui avremmo fatto il percorso: una signora che lavorava lì ci ha dato un'audioguida e un quiz da fare.
Nelle prime cinque o sei sale c'erano vasi e statuette e qualche gioiello.
Poco dopo siamo arrivati in una grande sala riguardante gli dei in cui c'erano un sacco di proiezioni di tutti gli dei; sull'altro lato della stanza c'erano delle tavolette su cui erano disegnati degli dei.
Dopo c'era una stanza riguardante il culto dei morti in cui c'erano molte statue che rappresentavano la mummificazione: io ero un po' impressionato.
Una sala era dedicata al faraone Ramses II, il mio faraone preferito!
C'era un grane affresco che lo rappresentava ed altre cose, mi dispiace che tutte le cose di quella stanza fossero finte.
Poi siamo entrati in una stanza su un argomento che mi interessa molto: le mummie.
Lì c'erano diversi sarcofagi di cui uno restaurato, ma non c'era  molto di interessante.
Dopo aver visitato il primo piano siamo saliti al secondo, dedicato alla vita quotidiana: c'era un tavolo su cui c'erano un sacco di spezie, grano, cereali, dell'orzo e molte altre cose.
La mostra è stata molto bella, ma preferivo il museo di Bologna  perchè era più grande e c'erano più reperti originali.
Appena dopo aver finito la visita al museo, abbiamo pranzato e poi siamo andati a passare una splendida ora in spiaggia.
Verso sera siamo tornati a casa.
E' stata una giornata fantastica.


Tommaso ha preferito fare un disegno sulla nostra gita.
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