lunedì 15 gennaio 2018

La Befana 2018 e una piccola caccia al tesoro

Concludiamo il racconto delle nostre feste natalizie con il giorno dell'Epifania.
Avviso per i genitori con bimbi "Befana addicted": magari è meglio non leggere questo post insieme a loro.
Quest'anno... beh, diciamo che la "percezione" e le aspettative di tutti i miei figli, paradossalmente soprattutto partendo dai più piccoli, nei confronti della Befana sono decisamente cambiate.
E' successo tutto un paio di mesi fa quando, all'improvviso e con raziocinio e analisi da detective entusiasti, Tommaso e Giovanni (dopo aver coinvolto Margherita) - sono venuti da me, e poi dalle sorelle Camilla e Mariangela, a fare la grande rivelazione.
Bella, pulita, analitica, lucida e disarmante. 
Ho parlato loro con serenità e dolcezza, facendo loro vedere il rovescio della medaglia: se non esiste la vecchietta in carne ed ossa, con scopa e sacchi per tutti, esiste però una persona che vi vuole così tanto bene da portarvi ogni anno doni e sorprese... non è una cosa tanto bella?
Da quel giorno, un po' di magia sembrava essersene andata da qui, per quanto logico e naturale tutto questo fosse.
Così, senza ormai più aspettative, senza cibo preparato per la vecchietta sul  pianerottolo... tutti sono andati a dormire la sera del 5 gennaio, aspettandosi magari qualche dolcetto o un giocattolino da parte della mamma che, sapevano, stava comunque preparando qualche sorpresa.
In effetti io avevo comunque deciso di continuare la nostra tradizione di regalini e piccole sorprese, più che altro per coccolare un po' i miei "ragazzi" e celebrare il giorno dell'Epifania in allegria e gioia.
Così, qualche giorno prima, mi sono messa all'opera.
E la mattina del 6 gennaio, a svegliarli è stata proprio la Befana in persona!
O meglio la loro Befana, la Befana MammaElly!

Entrati in sala, i miei ragazzi hanno poi trovato ad attenderli una calza con tanto di letterina-messaggio...  ed altri a essa e tra loro concatenati. Metto qui (in blu) messaggi e relative foto (quelle dei regalini e dei nascondigli sono state scattate per lo più in anticipo, mentre la casa ancora dormiva)


La Befana vien di notte...

Cari ragazzi, sono passata di qui anche quest’anno però, essendo vecchietta, mi sono dimenticata dove ho messo i vostri regali....
Provate a cercarli!

1 - Piccole cose e di poco conto... ma dai piccoli chicchi può nascere un grande raccolto!
Cercate in cucina, là dove riposano tazza e tazzina.
Primo "regalino": un saccchetto di chicchi di mais.

2 – Con i chicchi di mais si può far polenta, oppure qualche altra cosa... Cercate là dove mamma riposa.
Secondo "regalino": la macchinetta per fare i pop corn!

3 – I pop corn sono perfetti per creare una scoppiettante allegria, soprattutto abbinati alla bibita più famosa che ci sia!
Cercate dove può stare bella fresca!
Terzo"regalino": tante lattine di Cola.

4 - Che si fa con i pop corn e la Coca Cola? Si assiste a spettacoli, film o cartoni! Al cinema oppure...

Quarto"regalino": diversi film e cartoni da guardare tutti insieme. Tra questi, Titanic in lingua originale, per esercitarsi con l'inglese.


5 – Ecco qui un modo per trascorrere piacevoli serate in famiglia... Seduti dove?

Quinto"regalino": libri per tutti gli interessi.. o meglio per gli attuali interessi di tutti i miei ragazzi.


6 – Ora... approfondire si potrà ciò che si visto si ha...
Dove si studia in casa nostra?
Sesto "regalino": dei piccoli pupazzetti.


7 - Via, ragazzi, questa è l’ultima corsa... per giocare  tra l’azzurro! Forza, forza!   

Settimo e ultimo"regalino": il Titanic da costruire... e l'accesso alle calze con dolcetti appese in ingresso.

 BRAVISSIMI!
Tutti i doni avete trovato!
Ora non vi resta che gustare caramelle e cioccolato!
Buona Epifania, dalla Befana... più pazzerella e giocherellona che ci sia!

Tutta la giornata, dopo la Santa Messa, è stata poi dedicata a noi: i bimbi si sono subito tutti immersi nella lettura dei nuovi libri, poi nella costruzione del Titanic e, tra pomeriggio e sera, abbiamo visto due film gustando pop corn e Coca Cola...

Mariangela, forse quella che, almeno inizialmente, ha accusato maggiormente il colpo della "rivelazione", mi ha poi detto più e più volte: "Mamma, questa è stata l'Epifania più bella e divertente di tutta la mia vita!". Suo è, infatti, il disegno della Mamma-Befana. 


venerdì 12 gennaio 2018

I libri di Margherita: Avrò cura di te


AVRÒ CURA DI TE
DATI EDITORIALI
Titolo: Avrò cura di te
Autori: Massimo Gramellini e Chiara Gamberale
Casa Editrice: Longanesi
Numero di pagine: 186

GENERE DEL LIBRO
Romanzo epistolare

LUOGHI DELLA STORIA
Italia, Roma, casa dei nonni di Gioconda, camera da letto, cucina, appartamento di Gioconda e Leonardo, scuola, corridoi, sala professori, aula, uscita della scuola, aeroporto, bagno dell’aeroporto, ospedale, stanza dell’ospedale, stazione dei treni, ristorante, camera del signor Cardoni, stabilimento del guru Vitasnella, Sudamerica, Buenos Aires, strade di Buenos Aires, bar di Buenos Aires, Cile, Santiago del Cile, L’isola di Pasqua.

TEMPO DELLA STORIA
Qualche mese, più i vari ricordi di Giò e quelli della precedente vita di Filèmone.

PERSONAGGI PRINCIPALI
Gioconda, Filèmone, Leonardo, nonna Gioconda, nonno Antonino, madre di Gioconda, padre di Gioconda, Marcelo, Andrea Cardoni, padre di Andrea Cardoni, Kiki, Arches Newland, “Cosa Così”, Matteo, i vari fidanzati di Gioconda, Laura Cerutti, guru Vitasnella, Maya, Ramana e altri personaggi minori.

TRAMA
Gioconda detta da tutti Giò è una donna di trentasei anni, che abita a Roma.
E’ sempre stata una donna insicura, fragile, timorosa, spaventata, logorroica per nascondere l’imbarazzo che prova.
Suo padre studia i rettili ed è un uomo schivo e timoroso di ingombrare la vita degli altri, per questo motivo sceglie di uscire quasi completamente da quella di Giò.
La madre, invece, è una donna che passa da un uomo all’altro e da un amore all’altro, senza preoccuparsi troppo dei sentimenti della figlia.
Suo padre e sua madre si sono separati quando era molto piccola, per colpa di uno degli “amori” fulminanti di lei, e lui se n’è sgusciato via, silenzioso come al solito.
Fin da piccola l’incubo che perseguita Giò è di essere abbandonata da tutti.
Per riempire questo senso di vuoto e di abbandono, crescendo Gioconda si accerchia di ragazzi, cercando nell’amore un rimedio rapido e indolore per il vuoto che sentiva dentro.
Eppure, indolore non era per niente: nonostante cercasse disperatamente l’amore, dall’amore disperatamente scappava quando veniva colta dalla paura di non essere abbastanza.
Questo prima che, a trentuno anni, per una coincidenza che fa sorridere conoscesse Leonardo, come lei professore alle scuole superiori.
Di lì a poco si sono sposati, ma la fiamma dell’innamoramento si è rapidamente consumata, lasciando solo cenere.
Ora che ha trentasei anni, la vita di Gioconda è a pezzi.
Disperata e sprofondata nella melmaglia vischiosa della disperazione, della rabbia, dell’autocommiserazione e del melodramma, Giò non sa cosa fare.
Finchè, nella casa in cui i suoi adorati nonni hanno vissuto insieme per sessantuno anni, in un cassetto Giò trova un biglietto di nonna Gioconda (di cui appunto porta il nome) in cui l’anziana ringraziava la Vita, l’Amore e l’Angelo Custode.
Ormai disperata, Giò scrive una lettera al proprio Angelo Custode e la mette nel cassetto della nonna.
Non crede certo che le risponda, ma una cosa incredibile accade: nel cassetto trova un’altra lettera, quella di risposta alla sua e scritta proprio dall’Angelo Custode!
L’Angelo dice di chiamarsi Filèmone, e conclude la lettera con questa frase: Avrò cura di te.
Da lì comincia l’intenso e difficile scambio epistolare fra un Angelo che ha saputo amare e una donna alla ricerca di sé.
Avrò cura di te… Chissà se una frase semplice ma al tempo stesso profonda può realmente sistemare le cose...

COMMENTO PERSONALE
Questo libro mi è piaciuto abbastanza.
E’ molto particolare e profondo, unico nel suo genere e molto originale.
Parla della disperazione profonda dell’animo umano, ma di come grazie all’aiuto di coloro che ci amano davvero possiamo sempre risalire in superficie, anche quando ci sembra impossibile ricominciare.
Nonostante si parli di Angeli, la religione non è inclusa nel libro, anzi, e questo mi ha lasciata un po’ perplessa.
Le idee espresse nel libro non c'entrano nulla con il cristianesimo o il Paradiso, ma anzi sono in contrasto.
In un certo senso si parla di reincarnazione o incarnazione.
Mi è piaciuto il fatto che vi fossero scritti molti dei dubbi che, secondo me, hanno tutti gli esseri umani.
Ha un contenuto filosofico: diciamo che non è un libro da bambini.

Nonostante ciò è carino, non leggero come altri, ma si legge comunque rapidamente.

Con questo post partecipo al  "Venerdì del libro" di "HomeMadeMamma".

martedì 9 gennaio 2018

Doni di Natale: tazze decorate da noi

Finalmente sono riuscita a mettere ordine tra le tante fotografie e posso farvi vedere cos'hanno preparato i ragazzi quest'anno come regalo per familiari, parenti ed amici.
Abbiamo pensato a delle tazze decorate da noi.
Io ho acquistato oltre 60 tazze bianche di ceramica e diversi set di appositi pennarelli; alla decorazione hanno provveduto, con tanto impegno e in totale autonomia, i miei ragazzi.
Per circa 2 settimane, la nostra sala, ogni sera, si trasformava in un laboratorio ed il forno è stato totalmente dedicato alla cottura  delle tazze, una volta dipinte e lasciate riposare per una  notte.
La cosa bella, secondo me, è che, oltre a tradizionali soggetti natalizi e invernali (piccoli presepi, pupazzi di neve, abeti, ecc.) ogni tazza  è stata personalizzata il più possibile con il nome e con soggetti e colori che speravamo graditi ai destinatari. Soprattutto per gli amici, ogni bimbo ha progettato una tazza con dipinte le sue passioni, che fossero Lego, animaletti, soggetti di cartoni o sport.
Vi mostro alcuni scatti dei lavori in corso

Ed ora vi facciamo vedere come sono venute!
Non ci sono proprio tutte, perchè delle prime ho dimenticato di scattare le foto...





















Per i nonni abbiamo realizzato dei set completi di tazze, lattiera e zuccheriera, confezionate in scatole di cartone. 





Alla fine - a parte Tommaso, che aveva decorato la propria già il primo giorno - abbiamo preparato le nostre sei tazze!


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