venerdì 23 giugno 2017

I libri di Margherita: Il profumo delle foglie di tè

IL PROFUMO DELLE FOGLIE DI TÈ


                                                 DATI EDITORIALI           
Titolo:  Il profumo delle foglie di tè
Titolo originale: The Tea Plater’s Wife
Autore: Dinah Jefferies
Casa Editrice: Newton Compton Editori
Numero di pagine: 448
GENERE DEL LIBRO
Romanzo

LUOGHI DELLA STORIA
Ceylon, Colombo, piantagione di tè, casa di Gwendolyn e Laurence, edificio in cui si produce il tè, club, sera della festa, hotel, camera di Gwen in hotel, camera di Gwen a casa, camera di Laurence, Londra, casa di Fran, villaggio, riva del fiume, bosco, sentiero, lago, giardino, tomba di Thomas, veranda, nursery, cascate.

TEMPO DELLA STORIA
Dal 1925 al 1931 circa.

PERSONAGGI PRINCIPALI
Gwendolyn, Laurence, Verity, Liyoni, Savi Ravasinghe, Hugh, Naveena, Christina, Fran, Caroline, Thomas e altri personaggi minori.

TRAMA
Gwendolyn (Gwen) Hooper è una ragazza di diciannove anni che dall’Inghilterra, Owl Tree, si trasferisce a Ceylon per raggiungere il marito Laurence, che lavora lì come piantatore di tè.
Quando giunge a Ceylon, Gwen sente che tutto andrà bene, che avrà una vita felice in quell’isola, nella sua nuova casa fuori Colombo, circondata dalle colline ricoperte di rigogliosi e sgargianti cespugli di tè, con le coglitrice vestite con sari colorati.
Laurence è un uomo amorevole, di trentasette anni, vedovo da dodici anni, quando sua moglie Caroline e suo figlio Thomas sono morti, ma anche molto distante a causa del lavoro impegnativo.
Nella sua nuova casa, Gwen conosce Naveena, l’anziana ayah di Laurence, una donna fedele che si affeziona molto a lei, di nazionalità singalese.
Nella vita di Laurence e Gwen, però, si intromette Christina, un’affascinante donna americana che prova ad insidiare Laurence, lasciando sottintendere molte cose, per cui la ragazza teme che suo marito subisca il suo fascino e la tradisca.
Sulla nave che l’ha portata a Ceylon, la ragazza ha conosciuto Savi Ravasinghe, un bellissimo e affascinante singalese.
Nella casa di Gwen arriva anche Verity, sorella minore di Gwen, ha un carattere difficile e lunatico.
Un giorno, un paio di anni circa dopo il suo arrivo, Gwen rimane incinta.
Il dottore pensa che aspetti due gemelli e loro sono felicissimi.
Il giorno del parto, Laurence è via per lavoro e il dottore è irraggiungibile e Gwen partorisce da sola, con l’aiuto della buona Naveena.
Prima nasce un maschietto, poi una femminuccia. Il maschio è sano e forte, ma la bimba ha qualcosa di strano. Quando la donna prende in braccio la piccola, quello che vede la sconvolge: la bimba e dolce e perfetta ma…. 
Come è potuta succedere una cosa simile?
Che cosa farà Gwen?
Ma soprattutto: qual è la verità...?

COMMENTO PERSONALE
Questo libro mi è piaciuto molto.
Sebbene dalla trama sembrasse più misterioso di quanto in realtà sia, è comunque un bel libro.
La storia è avvincente, l'ambientazione perfetta e ben descritta e ho adorato in particolare il personaggio della piccola Lyoni.
Lo consiglio, è un libro ben scritto.


Con questo post partecipo al  "Venerdì del libro" di "HomeMadeMamma".

martedì 20 giugno 2017

Gita a Bologna


Dopo tanti capoluoghi di regione visitati quest'anno, non potevamo non "rendere omaggio" alla nostra regione e alla nostra città-metropolitana, Bologna.
Così, pochi giorni fa, abbiamo visitato proprio Bologna, che i bambini non conoscevano tanto: per questo abbiamo coinvolto nella "spedizione" anche i nonni e lo zio paterno, molto più esperti di noi in materia, che ci hanno fatto da ciceroni per il centro di questa città che Camilla e Mariangela avevano da poco studiato e che, per quanto a noi prossima, ci ha riservato tante belle sorprese.
Tra il gran caldo e l'affollamento di persone (quando ci sono i nonni e lo zio, i bimbi sono stra-felici e di farsi fotografare non hanno voglia), i nostri scatti sono piuttosto mossi e di scarsa qualità, ma vi mostro ugualmente alcuni scorci.

I portici


La cattedrale di San Pietro


Piazza Maggiore

Voltone del Podestà (sotto Palazzo del Podestà in Piazza Maggiore) 
Qui un particolare fenomeno acustico, una sorta di "telefono senza fili" fa sì che tutti coloro che ci passino non resistano al "giochino" d parlarsi sussurrando da un angolo all'altro (in diagonale), rivolti verso le colonne del voltone sentendosi benissimo pur essendo lontani e, magari, in mezzo a tantea gente. Questa via di comunicazione segreta è avvolta da leggende e narrazioni di amori, fanciulle e innamorati che si bisbigliavano parole d'amore in tempi lontani. Ovviamente, anche i miei ragazzi si sono divertiti a farlo...

La basilica di San Petronio


Palazzo Accursio, sede del municipio


La Basilica di Santo Stefano, con le sue "Sette chiese".



Le due torri: la torre della Garisenda e la torre degli Asinelli. (purtroppo le nostre foto sono "inquinate" dai cavi del tram)



Scorci del centro storico


La nostra gita, questa volta, si è conclusa in mattinata, con un panino tutti insieme.


Lo scorso anno, comunque, eravamo anche andati in gita con un grande gruppone di persone della nostra parrocchia al Santuario della Madonna di San Luca, tanto caro ai bolognesi e punto di riferimento della città. La sua Madonnina è oggetto devozionale antico e preziosissimo ed il portico che conduce, in salita, al santuario (circa 4 km), è il più lungo del mondo ed ha una storia bellissima, fatta di devozione popolare e spirito comunitario.
Chi volesse visitare Bologna non può assolutamente rinunciare alla salita verso San Luca, anche perchè la visita da lassù, tra i colli bolognesi che dominano e abbracciano la città, è davvero magnifica. 

La settimana prossima vi parleremo della nostra "Cena Emilia Romagna". 

giovedì 15 giugno 2017

Esami 2017


Ieri si sono conclusi gli esami di quest'anno dei miei ragazzi.
Due giornate, la scorsa settimana, per Margherita (passaggio dalla II alla III media), una mattinata per Camilla e Mariangela (passaggio dalla V primaria alla I media) e Giovanni (passaggio dalla III alla IV elementare).
Sono stati giorni impegnativi e ricchissimi di emozioni per tutti e tutte le prove, in un modo o nell'altro, si sono concluse bene, con la piena idoneità alla classe successiva.
Ho deciso di parlarvi di ogni esperienza singolarmente.


MARGHERITA
Per Margherita, è doverosa una premessa: lo scorso anno sostenne l'esame di idoneità alla classe II presso una scuola privata paritaria, la stessa che  aveva frequentato per qualche mese in V primaria. 
Tutto era andato molto bene ed anche i voti - che noi non abbiamo mai richiesto ma ci vennero dati nel certificato - lo confermarono.
Però, nell'estate scorsa, la gestione della scuola cambiò e la nuova dirigente mi convocò rifiutando la mia richiesta di essere nostra scuola di riferimento, a meno che la ragazzina non frequentasse almeno le lezioni di alcune materie e sostenesse regolari verifiche in corso d'anno presso di loro.  
Ritenendo non conforme con la nostra scelta queste condizioni, rifiutai - non senza un certo sgomento - e mi rivolsi altrove.
Il problema stava però nel fatto che, nel corso del suo primo anno di scuola media da homeschooler, Margherita aveva seguito l'indirizzo della precedente scuola "a inglese potenziato", studiando quindi una sola lingua straniera, ma in maniera approfondita.
Ora, trovare una nuova scuola con questo indirizzo non  era una cosa facile, soprattutto  senza  dover "migrare" per sostenere poi gli esami, con la gestione comunque non semplice della nostra famigliona. Per cui, dopo tante valutazioni e consigli, abbiamo deciso, - Margherita in primis -  di scegliere come scuola di riferimento quella pubblica del territorio, e di buttarci nell'avventura di studiare - in aggiunta a tutto il resto - due anni di spagnolo in uno. Partendo da 0, senza che nè io, nè lei conoscessimo la lingua.
Questa "sfida" è stata molto stimolante e da subito, davvero esaltante: grazie ai libri e a tanto tanto ascolto, in circa 2 mesi e mezzo, da fine settembre a Natale, Margherita aveva terminato l'intero programma di I media, per dedicarsi poi a quello di II da gennaio a maggio.
Io... l'ho affiancata, ho imparato molto meno di lei  che da subito si è appassionata non solo alla lingua e ala cultura ispaniche, ma si è divertita tantissimo con la grammatica spagnola -  ma ho cercato di essere una presenza di appoggio. 
Certo, questo ha comportato un notevole impegno in più, il fatto di studiare una lingua - in genere abbiamo alternato inglese e spagnolo con regolarità - ogni giorno, anche in orari in cui precedentemente non pensavamo di metterci a studiare, come al mio immediato ritorno dal lavoro.
Un discorso analogo per lo studio del flauto; fino allo scorso anno Margherita si era dedicata al pianoforte, ma quest'anno ha dovuto, in questo completamente da sola, perchè io non ho alcuna competenza musicale, imparare a suonare un nuovo strumento, che per di più non le piace affatto.
Dopo questo lungo "cappello", passiamo all'esame: in una mattina, prova scritta di inglese e di spagnolo; la mattina successiva, prova scritta di matematica e di italiano; il pomeriggio stesso, orale su tutte le materie.
Senza entrare troppo nel dettaglio, devo dire che per Margherita l'esperienza sia stata meravigliosa.
Il notevole timore iniziale, comunque  misto a tanta voglia di mettersi alla prova, si è via via dileguato prova dopo prova, fino all'orale. Qui, davanti a tutta la commissione docente, Margherita ha esposto le tesine che aveva preparato - un bel discorso interdisciplinare molto ricco e articolato -ricevendo tantissimi complimenti. In particolare, tutti i professori hanno notato la sua proprietà di linguaggio, il livello di approfondimento e l'ottima pronuncia e padronanza in entrambe le lingue straniere!     
Le hanno, naturalmente, fatto anche diverse domande sparse, che esulavano dagli argomenti preparati, ma Margherita se l'è  cavata bene.  
Alla fine, congedandola, le hanno detto che, se avesse voluto iscriversi nella loro suola per la  III media, l'avrebbero accolta a braccia aperta, "perchè una studentessa così, la vorrebbero avere tutti".
Ciliegina sulla torta, le hanno chiesto di scrivere dedica e autografo per loro sul suo libro ("Tutta colpa di un cioccolatino") che aveva portato in visione, per metterlo nella biblioteca della scuola.
Non vi dico la soddisfazione della mia ragazza.
E' andato tutto benissimo, anche la prova di matematica (da lei sempre la più temuta) e, per musica, l'insegnante è stata lieta di ascoltarla suonare la pianola elettrica: Margherita ha comunque continuato a suonare il pianoforte e aveva portato con sè anche la pianola , oltre al flauto.
Come le altre volte, abbiamo deciso di non chiedere i voti, ma davvero non ce n'è stato bisogno.
L'eco di questo esame si poi è prolungato anche oltre: nei giorni seguenti abbiamo ricevuto un paio di telefonate da parte di esterni che aveano sentito meraviglie di questa ragazzina e del livello della sua preparazione aliena...

Ah, per "dovere di cronaca", il percorso multidisciplinare portato era questo:
- Geografia; la Francia;
- Storia: Luigi XIV, il Re Sole;
- Storia della Musica: La musica alla corte del Re Sole;
- Pratica Musicale: La marsigliese, al pianoforte;
- Storia dell'arte: Il Barocco;
- Scienze Motorie: La danza alla corte del Re Sole.

fuori tema;
- Scienze: L'apparato respiratorio;
- Tecnologia: Il latte e il suo ciclo produttivo;
- Inglese: "This is me", una  lunga presentazione di se stessa;
- Spagnolo: "La familia real espanola y sus residencias".


Come già gli anni scorsi, Mariangela e Camilla, pur con percorsi didattici tanto diversi tra loro, hanno condiviso le stesse insegnanti, che le hanno seguite seppur per un solo giorno all'anno, dalla prima alla quinta, potendo così valutare i loro progressi e diventando, anche così, due punti di riferimento rassicuranti.

CAMILLA
Per Camilla, un esame piacevole e molto "umano", tarato sulle sue difficoltà  e caratteristiche.
Italiano: prova di comprensione orale, con lettura dell'insegnante; analisi grammaticale di nomi.
Matematica: Operazioni e semplici problemi; geometria: perimetri.
All'orale, Camilla ha portato tre lapbooks preparati con tantissimi disegni colorati da lei nel corso dell'anno, scegliendo tre argomenti che le piacevano particolarmente.
- Storia: Gli dei greci e romani;
- Scienze: La gravidanza e il neonato; 
- Geografia: L'Emilia Romagna
Il tempo non è stato sufficiente perchè la bimba dicesse tutto quello che sapeva, ma  ha potuto scegliere l'argomento da cui partire e mostrare comunque tanta parte del proprio impegno.


MARIANGELA
Per Mariangela, un esame molto molto positivo: ha terminato la prova mezz'ora prima del termine (lei che, in terza, ebbe difficoltà proprio con la gestione del tempo e anche a casa è un po' lumachina").
- Italiano: un tema, che lei ha scelto di dedicare alla sua amica di ginnastica artistica, descrivendola;
- Matematica: geometria (aree); problemi, operazioni.
Per le materie orali aveva scelto tre argomenti.
- Storia: Sparta  e Atene; la condizione della donna a Sparta e ad Atene.
- Scienze: L'apparato circolatorio;
- Geografia: Il Trentino Alto Adige.
Quando sono andata a riprenderla, l'ho trovata raggiante: le prove erano andate tutte benissimo e una delle insegnanti mi ha presa da parte dicendomi di averla trovata miglioratissima, oltre che molto auotonoma e davvero molto  molto brava.  

Unico "appunto"  per entrambe le bambine: "Signora.. l'unica cosa  che.. è troppo! Di solito ai bambini non si richiede un simile livello di approfondimento...". E' una "critica" che non reputo affatto tale: siamo abituati ad approfondire e scandagliare gli argomenti che studiamo, a costo di non terminare tutto tutto, ma in maniera superficiale. 


GIOVANNI
Su Giovanni, il discorso è diverso.
Anche lui ha avuto le stesse insegnanti dello scorso anno, ma l'accoglienza non è stata delle migliori: "Pensavamo di vederti a scuola... (guardando me).. eppure, signora, mi sembrava che l'anno scorso gliel'avessimo consigliato...".
E' vero, le maestre mi avevano detto che avrebbero avuto piacere di avere Giovanni a scuola e avevano cercato di allettare lui, all'epoca un bimbo di 7 anni, mostrando quanto fosse bella la loro scuola  ma questo "invito" era stato da noi declinato, anche perchè non fondato su oggettive difficoltà del bambino, ma sul semplice pregiudizio secondo cui la scuola  sia comunque meglio dell'hs, e che la scuola "sia maestra di vita", che "solo a scuola si socializzi", ecc. ecc.
Data questa premessa, ho quindi salutato Giovanni con un po' di apprensione, anche perchè il bimbo si era un po' emozionato, davanti a questa "accoglienza".
Quando l'ho rivisto, alla fine della prova, mi ha detto: "Mamma, è andata bene, ma ho sbagliato sia grammatica, che inglese, che altre cose, e poi non mi hanno fatto dire i miei argomenti orali"...
Lui aveva preparato, per 
- Storia: Otzi, la mummia del Similaun;
- Scienze: Il metodo scientifico sperimentale;
- Geografia: Il mare.
Per Italiano la prova è consistita in un  racconto di cui inventare il finale e domande di grammatica; per matematica, operazioni e problemi; per geometria, i solidi.
Le insegnanti non hanno fatto minimamente cenno a difficoltà o lacune del bambino "No, no, è stato bravissimo!", però, di nuovo, hanno iniziato a "caldeggiare" un inserimento a scuola "saremmo davvero felici se venisse qui". L'unica motivazione davvero sul bambino è stata: "è un po' lento: a scuola, dovrebbe seguire il gruppo e quindi, per forza si sveltirebbe".
E' vero, Giovanni è piuttosto lento: ma più in generale, è un bambino molto tranquillo e preciso, grande amante dell'ordine: così come la sua scrivania, in cameretta, deve essere ordinata e libera perchè lui riesca a concentrarsi; così come i Lego devono stare in ordine nei loro contenitori... quando scrive tende a cancellare una lettera o una cifra se non corrispondono al suo ideale. Farlo cambiare "per forza" non mi pare una grande idea. E nemmeno indispensabile: sia Mariangela che Margherita, nel tempo, si sono sveltite tantissimo e hanno terminato tutte le prove scritte in grande anticipo, quest'anno.
Sul perchè non gli abbiano fatto esporre quello su cui si era con tanto impegno preparato, invece, nessun cenno.
Insomma, idoneo, tutto bene, ma: "sarebbe bello se andasse a scuola, signora, ci prometta di pensarci!".
Solo dopo alcune ore, vedendo il bimbo un po' mogio: "Mi dispiace, ero bravissimo a parlare di Otzi, l'avevo studiato così bene! E alche gli altri argomenti...." ho chiesto a Margherita di provare a parlare con lui (tra loro c''è un rapporto un po' discontinuo ma speciale). Mezz'oretta di chiacchiere e risate varie finchè... sono arrivati da me con una rivelazione: Giovanni era stato interrogato su argomenti non compresi nel suo programma, che quindi non poteva conoscere perchè non aveva studiato. Non ho idea del perchè: immagino che le maestre non avessero letto con attenzione il programma presentato... Per di più, erano argomenti non solo non compresi nel nostro programma, ma proprio di quarta, anzichè di terza. In particolare, Gli animali vertebrati e invertebrati ed i mammiferi, in scienze (lui ha comunque risposto bene!) e, in grammatica, analisi logica anzichè grammaticale.
Mi è solo allora venuto in mente che, mentre "consigliavano" di inserire Giovanni a scuola, le insegnanti abbiano detto un paio di volte: "Quest'anno noi saremo in quinta..." Al che io, avevo risposto: "Ma Giovanni sarà in quarta".. e loro, un po' smarrite, avevano detto di essersi confuse.
Ora... non è che la confusione fosse a monte? E che il bambino sia stato esaminato per una classe successiva alla sua?
Non lo impareremo mai, mai il dubbio rimane.
Certo è che il bimbo è stato davvero in gamba, riuscendo a sostenere una situazione così poco rassicurante.
Non voglio aprire ulteriori polemiche: quello che importava a noi, cioè di ottenere l'idoneità per poter proseguire serenamente nel nostro percorso, è stato ottenuto. Però... da insegnante, posso dire che considero il fatto di accogliere ogni bambino - con le sue caratteristiche, la sua storia, le sue emozioni -  il primo dovere di ogni insegnante. E di accoglienza, in questo caso, credo non si possa proprio parlare.


TOMMASO
Un ultimo cenno a Tommaso. Come qualcuno forse ricorderà, la scorsa estate partì determinato con la richiesta di imparare a leggere e scrivere e "fare la primina", avendo all'epoca 5 anni appena compiuti.
Siamo andati avanti con questa intenzione per diversi mesi, arrivando a completare oltre metà del programma di prima.
Però strada facendo, la motivazione iniziale nel bambino è andata scemando e la voglia di giocare contrastava sempre più quella di applicarsi con costanza.
Per cui, per quest'anno, il piccolo d casa non ha sostento l'esame: resta quello che ha imparato e continua ad imparare, giocando e quando vuole. L'impegno più importante è ancora rimandabile.

lunedì 12 giugno 2017

The song of June: Something just like this

Come canzone di giugno, Margherita ha scelto una hit del momento, molto dolce e delicata.
Abbiamo ascoltato il brano in radio e guardato il video, con sottotitoli in inglese:

Poi Margherita è andata a tradurre il testo.


The song of June

SOMETHING JUST LIKE THIS

I’ve been reading books of old
The legends and the myths
Achilles and his gold
Hercules and his gifts
Spiderman’s control
And Batman with his fists
And clearly I don’t see myself upon that list
She said “Where’d you wanna go?
How much you wanna risk?
I’m not looking for somebody
With some superhuman gifts
Some superhero
Some fairytale bliss
Just something I can turn to
Somebody I can kiss”
“I want something just like this
Do-do-do, do-do-do
Do-do-do, do-do
Do-do-do, do-do-do
Oh I want something just like this
Do-do-do, do-do-do
Do-do-do, do-do
Do-do-do, do-do-do”
“Oh I want something just like this
I want something just like this”
I’ve been reading books of old
The legends and the myths
The testaments they told
The moon and its eclipse
And Superman arose
The suit before he lifts
But I’m not the kind of person that it fits
She said “Where’d you wanna go?
How much you wanna risk?
I’m not looking for somebody
With some superhuman gifts
Some superhero
Some fairytale bliss
Just something I can turn to
Somebody I can miss”
“I want something just like this
I want something just like this”
“Oh I want something just like this
Do-do-do, do-do-do
Do-do-do, do-do-do-do
Do-do-do, do-do-do
Oh I want something just like this
Do-do-do, do-do-do
Do-do-do, do-do-do-do
Do-do-do, do-do-do”
“Where’d you wanna go?
How much you wanna risk?
I’m not looking for somebody
With some superhuman gifts
Some superhero
Some fairytale bliss
Just something I can turn to
Somebody I can kiss
I want something just like this”
“Oh I want something just like this
Oh I want something just like this
Oh I want something just like this

Oh I want something just like this”


Poi, abbiamo letto ed elaborato alcune informazioni e curiosità sulla canzone.

Singers: The Chainsmokers and Coldplay


Albums: Memories...Do Not Open
   Kaleidoscope

"Something Just Like This" is a song by American electronic music duo The Chainsmokers and British rock band Coldplay. It was released as the second single off The Chainsmokers' debut album “Memories...Do Not Open and the first single off Coldplay's thirteenth extended play “Kaleidoscope” on February 22, 2017.
The Chainsmokers announced the song on Twitter on February 22, 2017, appending that “dreams do come true”.
The Chainsmokers said: “Something Just Like This” is about a relationship that doesn’t need to be superhumanly perfect, an ordinary love, a love everyone deserves like the boy on the cover art whose childhood memories are now boxed up. Coldplay is one of our biggest inspirations and this song was an absolute dream come true to make. The song, for the most part, was created during our first meeting with Chris Martin. We found some chords that everyone loved and then Chris plugged a mic into the PA in the studio and freestyled for an hour. This song was the result. We’ve never seen a song written in such a stream of conscious. It’s hard to maintain your identity when working with such an established artist but we feel this song is great balance between both us and Coldplay.
The song was used as the theme for the 2017 NCAA Division I Men's Basketball Tournament.
The song was also used during Miss USA 2017 swimsuit competition.
The lyric video was released on February 22, 2017 on the Chainsmokers' Vevo channel. It has received over 400 million views. It was directed by James Zwadlo.
"Something Just Like This" debuted at number fifty-six on the Billboard Hot 100, but on its second week, the song soared to number five, becoming the Chainsmokers' third top five entry after "Don't Let Me Down" and "Closer" and Coldplay's second top five entry after "Viva la Vida". Also, it became the Chainsmokers' fifth top 10 entry and Coldplay's fourth top 10 entry on the Billboard Hot 100. The song has since peaked at number three on the Billboard Hot 100. In the United Kingdom, "Something Just Like This" debuted at number thirty on February 23, 2017, reaching its number two peak position the following week. It spent nine consecutive weeks in the top 10.
On June 4, 2017, Coldplay performed "Something Just Like This" at the One Love Manchester benefit concert for the victims of the 2017 Manchester Arena bombing.


Margherita ha poi illustrato la canzone, con tanti stralci del testo, che ha subito imparato a memoria.



Per chi volesse giocare con il testo della canzone, ecco il link per Lyricstraining.

venerdì 9 giugno 2017

I libri di Margherita: Il gabbiano Jonathan Livingston


IL GABBIANO JONATHAN LIVINGSTON

DATI EDITORIALI
Titolo:  Il gabbiano Jonathan Livingston
Autore: Richard Bach
Casa Editrice: BUR rizzoli – Best BUR
Numero di pagine:112
GENERE DEL LIBRO
Romanzo

LUOGHI DELLA STORIA
Riva, Stormo Buonappetito, cielo aperto, mare, notte, Scogliere Remote, Spiaggia del Consiglio, Vento della Grande Montagna, altro mondo, altro mondo con il cielo verde e due astri per sole.

TEMPO DELLA STORIA
Tutta la vita del gabbiano Jonathan Livingston più un’altra vita in un altro mondo e infine il ritorno alla riva e alle Scogliere Remote.

PERSONAGGI PRINCIPALI
Il gabbiano Jonathan Livingston, Stormo Buonappetito, assemblea dei gabbiani, gabbiani dell’altra dimensione, Sullivan, Ciang cioè il Gabbiano Anziano, gabbiano Fletcher Lynd, gabbiano Henry Calvin, gabbiano Martin William, gabbiano Charles-Roland, Gabbian Terence Lowell, Gabbian Kirk Maynard, gabbiano Judy Lee, genitori di Jonathan e altri personaggi minori.

TRAMA
Jonathan Livingston non è un gabbiano come tutti gli altri.
Da sempre, vede le cose come nessun altro esemplare della sue specie le ha mai viste: per lui volare non è soltanto un banalissimo mezzo per procurarsi un tozzo di pane secco o un’acciuga un po’ sbadata, per lui volare è Vita. è Perfezione, è un modo per superare i proprio Limiti.
E’ Libertà.
Per questo, a costo di essere considerato matto e di diventare smunto e smagrito si applica con tutte le sue forze per migliorare le sue tecniche di volo.
Sale fino a mille metri di altezza e si lancia giù in picchiata, a mille miglia orarie di velocità.
Cade, cade tantissime volte prima di imparare che bisogna tener salde le ali al corpo per non perdere l’equilibrio, con solo la punta svolazzante.
Ci vuole tempo e dedizione per imparare e lui ce la mette tutta.
Quando, però, ha imparato la tecnica, lo stormo Buonappetito di cui fa parte lo esilia per comportamento irresponsabile e pericoloso.
Jonathan ci rimane malissimo, voleva mettere a parte i suoi compagni delle cose strabilianti che aveva appreso: non si meritava l’esilio.
E l’esilio per cosa, poi? Per essere stato coraggioso? Per non essere un gabbiano che si lancia in massa, gracchiando e spintonandosi, per acchiappare una sardina?
Una storia sul coraggio di essere diversi, sulla libertà e sulla solidarietà, sul fatto che non bisogna essere uguali agli altri per compiere grandi imprese.
Basta essere Liberi.
Basta imparare a Volare.

COMMENTO PERSONALE
Questo libro mi è piaciuto molto.
Forse l’ideale della libertà è un tantino esagerato, ma è comunque molto bello.
L’ho letto in poche ore!
E’ scritto bene, lo consiglio.


Con questo post partecipo al  "Venerdì del libro" di "HomeMadeMamma".

mercoledì 7 giugno 2017

Cena Toscana


Come già per altre regioni d'Italia, anche per la Toscana, dopo lo studio da parte di Camilla e Mariangela e la gita nel capoluogo, abbiamo organizzato e preparato una cena con alcuni piatti regionali tipici.
Punto di partenza per la nostra cena è stato il preparare tre grosse pagnottone di pane toscano: quello insipido, ruvido e tanto profumato, buono da mangiare da solo, come accompagnamento, ma anche base per altre preparazioni, nella logica e sapiente scelta contadina tradizionale dell'uso del pane e del recupero di quello  raffermo.
Ecco il menù.

Vi lascio agli scatti delle preparazioni, passo passo.

PANE TOSCANO


PAPPA AL POMODORO


RIBOLLITA
 



BISTECCA ALLA FIORENTINA


PATATE SAPORITE


 

CANTUCCI COL VIN SANTO


ZUCCOTTO TOSCANO

Abbiamo apparecchiato la tavola spargendo in qua e là immagini relative alla regione, la maggior parte delle quali - come quelle del menù - colorate da Camilla durante il suo studio personalizzato della regione.  



Ecco, fin qui, tutto regolare.
Abbiamo lavorato tutto il giorno finchè, con la ribollita e la pappa al pomodoro già nelle zuppiere, mentre si cuoceva la fiorentina, la bistecchiera elettrica ha fatto saltare la luce e provocato un vero e proprio corto circuito. Tra tentativi vari, con aiuto di diversi vicini di casa e contatto di 5 diversi elettricisti (ma di sabato sera...) abbiamo praticamente cenato con la luce solare che calava via via, fino ai dolci proprio in penombra.
Intanto il salvavita continuava a saltare e fare scintille... Insomma, dopo circa 2 ore senza luce elettrica, quando ormai eravamo al buio pesto (salvo qualche candelina) un nostro vicino tuttofare rincasato da poco è riuscito a smontarci la presa, tagliare un filo fuso e ridarci la luce. Che avventura!
I bambini erano euforici e carichi, all'inizio, per poi passare ad essere seccati e un po' preoccupati, alla fine. Comunque, questa cena  regionale non ce la scoderemo facilmente!
In tutto questo trambusto, siamo comunque riusciti a scattare qualche foto e, soprattutto, gustarci la cena.

CENA TOSCANA

PANE TOSCANO


PAPPA AL POMODORO




RIBOLLITA



BISTECCA ALLA FIORENTINA



PATATE SAPORITE

 


ZUCCOTTO TOSCANO


CANTUCCI COL VIN SANTO




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